Ciclisti, Strava, malsana competizione e la sindrome maniacale per i KOM

Strava, la famosa app nata come social network per gli atleti, un’app capace di registrare una tua attività dove amici e follower possono condividere le loro gare e i loro allenamenti, assegnare i kudos ( paragonabili al tipico mi piace) e lasciare commenti sulle rispettive attività.

Ma quanto può influire una app come Strava sull’esaltazione sportiva di un ciclista? Non mi riferisco al professionista in genere, ma solo ed esclusivamente all’amatore generico medio!

Strava

Quando si parla di ciclismo, spesso e volentieri si parla di Strava,  una nota app che negli ultimi tempi sta diventando una vera e propria malattia cronica. Una sorta di sindrome incontrollabile di cui molti ciclisti amatoriali medi sono affetti, presi da una malsana competizione che per certi versi non avrebbe senso avere.

Sindrome da KOM e competizione malsana

Penso che ognuno di voi bikers, abbia almeno un’amico che spesso e volentieri ripete ogni giorno o quasi lo stesso segmento in salita o in discesa pur di andare a raggiungere il “luccicoso” KOM, l’ambito “trofeo” raggiunto dal biker che ha impiegato meno tempo in un determinato segmento.

Ecco che a questo punto si innesta la psicosi di colui che è stato spodestato dal suo “trono”, quindi perdendo il primo posto farà di tutto per raggiungere nuovamente il KOM perduto.

Non parliamo poi della gente che ti guarda male solo perchè ti sei permesso di togliergli il primo posto 🙂 .

Poi c’è la classe peggiore di tutti, parlo dei soggetti che sono affetti da una sorta di malsana e anomala competizione  tutta loro, questi individui sono quelli che dicono sempre: – A me dei KOM di Strava non importa nulla –, ma in realtà l’ambito trofeo se lo sognano di notte, lo stuprerebbero se potessero, l’unico loro problema è però che pur mettendoci l’anima non raggiungo nessuno o quasi dei traguardi ambiti, invidiando chi di KOM ne ha presi molti.

Per fortuna, sono uno di quelli che non è affetto da questo tipo di “patologia”, del resto non sono mai stato fissato con i cronometri, inoltre mi riesce abbastanza facile non alimentare inutile astio con coloro che di una bella disciplina come quella di andare in MTB ne fanno una anomala competizione, pur essendo dei normali bikers amatori generici e non certo dei professionisti.

Magari quello sbagliato alla fine sono io, ma l’uscita in MTB per me è tutt’altro, secondo il mio punto di vista durante le uscite la cosa più importante è quella di essere in stretto contatto con la natura, godendotela fino in fondo, esplorare continuamente posti nuovi, evitando di ammuffire nei soliti percorsi, alimentare continuamente quello spirito di avventura tipico dei veri pionieri della MTB.

Lao Tzu, nell’opera cinese più tradotta di tutti i tempi (Tao Te Ching) affermava che qualsiasi cosa è sempre in continuo mutamento. Ciò è esattamente uguale alle nostre uscite in mountain bike, ogni pedalata se veramente si vuole, può essere diversa dall’altra, sicuramente una sarà più forte di un’altra, magari qualcuna associata a un determinato pensiero o a un’emozione, una immersa nel verde anche nella solitudine di un bosco.

Una delle mie uscite nei boschi di Cammarata

Le dichiarazioni di Ben Dowman

Navigando sul web ho trovato la dichiarazione di Ben Dowman su questo LINK straniero , Ben è uno psicologo, performance coach e specialista in programmazione neurolinguistica che ha confessato di essere stato un dipendente cronico da Strava, Ben in breve ha detto:

“ … Ammetto che uscire il giorno dopo per riavere un KOM è piuttosto infantile … so in qualsiasi momento esattamente quanti KOM ho: 268 al momento …

… la vera crisi è arrivata una sera quando ero fuori a cena con la mia ragazza e ho ricevuto una notifica che indicava che avevo perso un KOM …

… la dipendenza è definita come un bisogno compulsivo e l’uso di una sostanza dannosa che crea assuefazione … ci sono molte persone là fuori che sono dipendenti dal ciclismo ma in un modo che non da assolutamente problemi …”.

Ben Dowman (Credito immagine: James Vincent)

Conclusioni

Detto ciò, non nego che la competizione potrebbe anche starci, ma mai quella malsana, del resto la nostra vita non può essere sempre una continua gara, per dimostrare chissà cosa a qualcuno, personalmente mi godo le mie uscite nel totale relax, e quando mi va amo anche pernottare nei boschi, anche da solo, il fascino di un bosco durante la notte è un qualcosa che non puoi descrivere, lo devi solo vivere.

Probabilmente, scrivendo questo breve articolo mi guadagnerò le antipatie da parte di qualcuno, ma ciò è quello che penso, giusto o sbagliato che sia, alla fin fine, chi più chi meno, siamo dei semplici amatori, non dei professionisti, dovremmo fare sport per il gusto di farlo, evitando come accennato di farci sopraffare da quell’agonismo e competizione maldestra che non c’entra nulla con i veri amatori dell’MTB.

Quando uscite in mountain bike , alimentate sempre il vostro spirito di avventura, esplorate posti inaccessibili o quasi con i normali mezzi,  e ogni tanto dimenticatevi di fare un percorso forzato solo perchè dovete togliere il KOM a qualcuno.

web site: Alone in MTB